Oggi più che mai, è possibile recuperare capitale facendo conoscere al mercato il proprio progetto. Esistono molti canali alternativi alla banche, quali il crowdfunding, business angels, fondi di equity, fintech. 

Prima di tutto bisogna decidere se recuperare capitale di debito o capitale di rischio. 

 Normalmente il capitale di rischio (denominato anche equity) è un capitale non a debito ed è la strada principale preferita dalle startup per recuperare risorse economiche.

Bisogna tener presente però, che il capitale di rischio presuppone giocoforza la condivisione di una quota della compagine societaria della tua impresa con l’investitore.

Non dimentichiamoci però che anche il capitale di debito (denominato anche finanziamento) erogato ad esempio dagli istituti di credito, ha i suoi vantaggi: prima di tutto non presuppone la cessione di una quota societaria al finanziatore.

Inoltre esistono misure a sostegno delle startup che permettono di richiedere capitale di debito “garantito” (si veda ad esempio il Fondo di Garanzia del Mediocredito Centrale).

 

Che si tratti di capitale di debito o equity, per ottenerlo è prima di tutto necessario elaborare un Business Plan (se non hai ancora letto l’articolo sul Business Plan, lo trovi qui). Il Business Plan è infatti lo strumento che descrive e misura  il progetto imprenditoriale ed è funzionale a recuperare il capitale, oltre che a capire se il progetto imprenditoriale è sostenibile economicamente.

 

Tutto questo però non basta. Il recupero di capitale è una fase quasi sempre obbligatoria per generare quella “massa critica” che permette al progetto di diventare impresa, ma non è però la parte fondamentale.

Oggi esistono eccellenti prodotti e servizi, finanziati da investitori, sviluppati e strutturati, ma che non sono conosciuti sul mercato per la scarsa capacità di sviluppo commerciale di chi gestisce l’impresa. Diviene quindi fondamentale strutturare la propria impresa a livello commerciale e di marketing, gestendo nel miglior modo le risorse economiche che si sono riuscite ad ottenere, ed investendo in sviluppo commerciale.

 

Ma non pensiamo allo sviluppo commerciale utilizzando solo la tecnologia digitale.

E’ da tener ben presente che lo sviluppo commerciale non deve essere affidato essenzialmente al digitale; oggi giorno grazie alla facilità delle comunicazioni si tende ad ignorare il lato relazionale e “reale” del business, e questo è un grave errore. Ogni realtà, anche quella più digitalizzata, deve dedicare risorse alla ricerca di Clienti, in italia o all’estero, valorizzando anche le relazioni umane e le conoscenze dei diversi portatori di interesse.

Fare impresa comporta quindi la necessitĂ  di 3 fattori chiave:

  • Motivazione 
  • Preparazione
  • CapacitĂ  di approccio a piĂą discipline

Capirete quindi che il team per fare impresa è una della variabili più importanti, poichè di certo non si trovano tutte le competenze in una sola persona, e che le relazioni umane, che siano necessarie per la crescita commerciale o per gestire al meglio l’impresa tra soci, sono la colonna portante del successo di ogni progetto.

 

 

Il team di STARTIAMO

Damiano Santini

 

 

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